Affari - Globale - Italia

ACIMALL: La produzione italiana di tecnologie per il legno diminuisce di 10,4% nel 2025

L'industria italiana delle macchine per la lavorazione del legno raggiunge i 2,168 miliardi di euro nel 2025, con un calo del 10,4%. Analisi ACIMALL su esportazioni, importazioni e tendenze del mercato.

Il mercato italiano delle macchine e delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei materiali a base di legno nel 2025 registrerà un valore della produzione di 2,168 miliardi di euro, in calo di 10,4% rispetto al 2024. I dati elaborati dall'Ufficio Studi ACIMALL - l'associazione di Confindustria che rappresenta i costruttori italiani di macchine, attrezzature e utensili per l'industria del legno e del mobile - confermano una tendenza alla normalizzazione dopo gli anni del boom post-pandemia.

fonte ACIMALL

Le vendite sul mercato interno italiano sono state pari a 710 milioni di euro (meno 2% su base annua), mentre le esportazioni sono scese a 1,458 miliardi di euro (meno 13,9%) e le importazioni sono aumentate a 240 milioni di euro (più 5,3%). Il consumo apparente è rimasto sostanzialmente stabile a 950 milioni di euro (meno 0,3% rispetto ai 953 milioni del 2024), mentre la bilancia commerciale si è fermata a 1,218 miliardi di euro, con un calo di 16,9% rispetto ai dodici mesi precedenti.

Il contesto post-pandemico: Dalla crescita esplosiva alla normalizzazione

Per comprendere le cifre del 2025, occorre considerarle nel contesto di un periodo profondamente segnato dagli effetti della pandemia. Il 2020 - “l'anno di Covid” - si è chiuso con 1,848 miliardi di euro, pari a un calo di 18,4% rispetto al 2019. Ne è seguita una spettacolare ripresa: 2,530 miliardi nel 2021 (più 37%), 2,646 miliardi nel 2022 e 2,650 miliardi nel 2023 - un record assoluto per l'industria italiana.

Questa esplosione di ordini ha sostenuto l'industria italiana delle macchine per la lavorazione del legno per tre anni, alimentando un livello di investimenti senza precedenti che ha portato a una profonda ed estesa revisione del parco macchine globale. I produttori di mobili e le aziende di lavorazione del legno di tutto il mondo hanno approfittato di questo periodo per modernizzare le proprie capacità produttive.

Inevitabilmente, gli anni successivi segnano un “ritorno alla normalità”: il 2024 si chiude con un valore di produzione di 2,420 miliardi di euro (meno 8,7% rispetto al record del 2023), e il 2025 conferma questa tendenza alla stabilizzazione.

Molteplici fattori di declino: oltre la normalizzazione

“L'eccezionale ondata di investimenti degli ultimi anni non poteva che innescare un'inversione di tendenza nella stagione in corso”, spiega Dario Corbetta, direttore di ACIMALL, “Purtroppo questa riduzione - che considero naturale - si è unita ad altri fattori negativi per il nostro settore, primo fra tutti la ‘scomparsa’ di alcuni mercati (Russia, Bielorussia e in parte Ucraina) per i motivi che tutti conosciamo.”

Nel frattempo, la produzione cinese ha coperto praticamente l'intero continente asiatico e si è avvicinata anche al Sud America, dove i fornitori italiani ed europei mantengono ancora le loro posizioni, ma sotto una crescente pressione. Questa espansione dei concorrenti asiatici sta ridisegnando la mappa globale dei flussi di tecnologia per la lavorazione del legno.

Tuttavia, l'industria italiana continua ad avere successo in Nord America e in Europa e l'Africa sta diventando una destinazione di crescente interesse. “L'Africa rimane la grande sfida del futuro”, sottolinea Corbetta, segnando uno spostamento strategico verso i mercati emergenti ad alto potenziale di crescita.

Il mercato interno italiano: un pilastro della stabilità

“In questa situazione, il mercato italiano rimane una destinazione chiave, raggiungendo un valore vicino a 1 miliardo di euro che lo rende una delle regioni più importanti nei flussi globali della tecnologia del legno”, aggiunge Corbetta. I costanti contatti di ACIMALL con le aziende del settore mostrano segnali positivi, confermati dalla diminuzione relativamente contenuta dei valori di riferimento - da 725 milioni nel 2024 a 710 milioni nel 2025.

Questi segnali positivi continueranno fino al 2026, grazie ai nuovi incentivi per le auto “made in Italy” e “made in Europe” introdotti dal governo italiano. Nel più ampio contesto europeo, in cui i produttori di mobili hanno accesso a 6,3 miliardi di euro di crediti d'imposta per il periodo 2024-2025, l'Italia sta rafforzando la propria posizione con misure specifiche a sostegno degli investimenti in tecnologie locali.

Questo orientamento verso le apparecchiature europee e italiane riflette non solo considerazioni di politica industriale, ma anche una crescente consapevolezza dei vantaggi in termini di servizio, qualità e compatibilità tecnologica a lungo termine.

Xylexpo 2026: vetrina della riorganizzazione dell'industria

L'impulso dato dagli incentivi governativi avrà un impatto diretto su Xylexpo, la tradizionale fiera delle tecnologie per il legno e il mobile in programma dal 9 al 12 giugno 2026. L'evento riaffermerà il suo ruolo di grande vetrina della tecnologia italiana e internazionale, fornendo una piattaforma essenziale per ridefinire le strategie aziendali in questo periodo di transizione.

Per i produttori di tutto il mondo, Xylexpo è un'opportunità per valutare le direzioni tecnologiche e stabilire partnership nella nuova realtà di mercato.

Segnali divergenti per il 2026

I dati preliminari per il 1° trimestre 2025 forniscono indizi ambivalenti: mentre gli ordini internazionali hanno continuato a diminuire di 6,5% nel 4° trimestre 2024, gli ordini nazionali sono aumentati di 7,1%. Questa divergenza suggerisce che, nonostante le sfide globali, vi è una certa resistenza a livello locale e opportunità di consolidamento regionale.

La diminuzione delle importazioni di 25,1% nel 2024 indica o una riduzione della domanda interna di macchinari stranieri o una sostituzione efficace delle importazioni da parte dei produttori italiani - un segno di mantenimento della competitività nonostante la riduzione della produzione complessiva.

L'industria italiana delle tecnologie del legno è in un momento di ridefinizione strategica. L'ondata di investimenti post-pandemia è passata. I mercati tradizionali si sono ristrutturati. La concorrenza asiatica si è intensificata. Ma i fondamentali restano solidi: competenza tecnologica, qualità riconosciuta, capacità di innovazione. La questione non è più se il settore tornerà a crescere, ma dove e come troverà nuovi motori di espansione. Africa, Nord America, consolidamento europeo: queste sembrano essere le direzioni. E Xylexpo a giugno mostrerà quanto il settore sia pronto a seguirle.

Dan

Ho avuto la possibilità di lavorare in diversi reparti. Ho così acquisito esperienza in Finanza, Contabilità, Logistica, Vendite, Operazioni, Marketing. Sono un giocatore di squadra e un giocatore a tutto tondo. Sono un imprenditore, ho coordinato la vendita di un'azienda di vernici e pitture per legno a una multinazionale. Nel 2016 ho scoperto il mondo digitale, l'editoria e il marketing online. Da allora ho trasferito online l'esperienza e le competenze accumulate.

Aggiungi commento

Aggiungi un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie

Iscriviti alla newsletter

Newsletter venerdì mattina
Informazioni e consigli dagli esperti